a cura di Antonio Rapisarda
Oculista Libero Professionista

Un'occasione perduta?
L’Oftalmologia italiana davanti al bivio dell'unità

Si è concluso, qualche settimana fa, il primo congresso organizzato dalle due Società scientifiche oftalmologiche italiane che vantano il maggior numero di soci: AIMO e SISO.

La location delle riunioni, "La Nuvola", Convention Center all’EUR, era gremita da oltre 3000 colleghi oculisti provenienti da tutte le regioni italiane.

Presenti anche i leader delle più importanti Società Oftalmologiche Europee, oltre ad alcuni esponenti politici della Sanità italiana. Negli stand espositivi, le più importanti Aziende, per non dire tutte, del settore oftalmologico.

I relatori e i chirurghi partecipanti hanno presentato lavori ed eseguito interventi di altissimo interesse e livello scientifico.

Da premettere che, dopo quasi due anni di riunioni di apposite commissioni paritarie per numero ed autorevolezza, nominate dai due Consigli Direttivi, Presidenti in testa, si erano conclusi i colloqui e le trattative per la fusione delle due società; fusione che il congresso sopra descritto avrebbe dovuto celebrare.

Tutte rose e fiori, allora?

No! Perché i Consigli Direttivi delle due Società hanno informato i congressisti, prima non ufficialmente (passaparola), in seguito con una mail, che si era trattato di un esperimento unico, destinato a non avere repliche in futuro. In parole povere: nessuna celebrazione di fusione e non una semplice interruzione, ma una vera rottura dei buoni rapporti organizzativi tra le due Società.

Conseguente la grande delusione sia tra i Soci che tra le Aziende del settore; da questa fusione vedevano la possibilità di un miglioramento dell'attività professionale e commerciale.

Le motivazioni che hanno portato a questa decisione saranno certamente importanti, ma non so se, alla lunga, si riveleranno favorevoli allo sviluppo scientifico e organizzativo dell'Oftalmologia italiana, da poco venuta fuori da una esperienza societaria, per alcuni di noi vissuta in prima persona, a dir poco negativa, ma in realtà devastante.

Il mio pensiero

Non abbiamo tenuto conto di alcune regole semplici e da sempre note, pubblicate ovunque. La prima di queste afferma che:

L'unità all'interno di una categoria professionale è fondamentale, per svariati motivi che vanno dalla tutela degli affiliati al miglioramento dell'intero settore.

L'unità, inoltre, consente di:

1) Avere una maggiore forza contrattuale; al contrario, la frammentazione indebolisce qualsiasi trattativa.

2) Proporre e promuovere leggi favorevoli alla categoria.

3) Valorizzare la professione.

4) Promuovere con successo la formazione continua.

5) Migliorare la qualità del lavoro.

6) Affrontare al meglio i periodi di crisi, studiando e organizzando strategie comuni.

In conclusione

Battuta d'arresto per la formazione di un'unica Società italiana degli Oftalmologi? Non credo... solo un rallentamento, che richiederà certamente un periodo di riflessione, ma soprattutto la produzione di una grande attività sia scientifica che organizzativa e professionale. Abbiamo perduto un'occasione, ma non tutti i mali vengono per nuocere. Riusciremo comunque a costruire un'unica grande Società Scientifica, attraverso, se necessario, altri percorsi.

Il Direttore Editoriale e Consigliere SISO

Download