Amedeo Lucente
Oculista Libero Professionista

Gli Stati Uniti prenderanno la Groenlandia in un modo o nell'altro?

Una storia antica, una contesa modernissima

Il toponimo Groenlandia affonda le proprie radici nel termine norreno Grønland, “Terra Verde”. A coniarlo fu Erik il Rosso, navigatore vichingo di origine normanna, così soprannominato per il colore della barba e dei capelli. Suo padre, Thorvald Asvaldsson, fu bandito dalla Norvegia e costretto a salpare verso l'Islanda con il giovanissimo Erik e il resto della sua famiglia.
Diventato adulto Erik, per motivi non precisati, subì la stessa sorte paterna: dovette lasciare l’Islanda e migrare verso la Groenlandia, dove fondò il primo insediamento europeo intorno all’anno 984 d.C. Secondo alcune fonti scelse per quella terra tale appellativo per rendere l’isola più attraente e favorirvi l’insediamento di nuovi coloni.
Altre fonti supportano la tesi naturalistica sostenendo che, nonostante l’isola inesplorata fosse ricoperta da ghiaccio tutto l’anno, alcune aree costiere, le più meridionali, in estate apparissero verdi intorno all’anno 1000.

Gli Inuit (in lingua inuktitut, significa uomini; singolare inuk o inuq) insieme agli Yupik sono la popolazione indigena dell’Artico. Presenti in Alaska, Canada, Groenlandia, discendono dai Thule, popolo dell’antica omonima città della Groenlandia, a nord del circolo polare artico, distante 1300 dal polo Nord. In quell’area estrema della terra furono ritrovati resti archeologici più significativi di quell’antica civiltà. Gli Inuit sono popoli molto resilienti, abili cacciatori e pescatori di foche, balene, renne, costruttori di igloo e kayak. In quell’ambiente così ostile riescono a vivere da millenni in armonia. Il termine “eschimese”, fabbricante di racchette da neve, di origine esterna e dal significato dispregiativo, è oggi rifiutato dalle comunità locali. La Groenlandia inizialmente dal 1380 fu sotto il controllo dano-norvegese e, dal 1721, divenne formalmente colonia danese.

Il 1953: l’anno della svolta

Nel 1953, anno cruciale per la storia moderna degli Inuit e della Groenlandia, l’isola cessa di essere colonia e diventa contea del regno danese. Quell’anno gli Stati Uniti acquistarono dal governo danese il territorio di Thule, necessario per una base militare nell’artico. Gli Inuit furono indotti a trasferirsi più a nord, nell’attuale cittadina di Qaanaaq (656 abitanti), uno dei centri abitati più settentrionali del mondo, nel fiordo di Inglefield. Tale trasferimento venne attuato in nome della sicurezza e per fare spazio a una pista di atterraggio della base segreta militare USA costruita velocemente in una sola estate

La Pituffik Space Base (attualmente 235 persone) è l’unico Hab che gli Stati Uniti possiedono nell'Artico, gestito dalla U.S. Air Force. Gli USA, pur avendo acquistato il territorio, i diritti di sovranità rimasero alla Groenlandia. Per l'uso della base gli Stati Uniti pagano un "affitto" di 300 milioni di dollari annui, con "cessione temporanea della sovranità". Entrambi i Paesi, Usa e Danimarca, secondo tale accordo, devono collaborare nel difendere militarmente l’isola, membro della NATO. Fino al 2023 la base militare era conosciuta come “Thule Air Base”; la decisione dell’amministrazione Biden di rinominarla Pituffik è stata presentata come un omaggio alla cultura indigena locale.

Nel 1953 la popolazione totale della Groenlandia era di 23.000 abitanti. Gli Stati Uniti, impiegando 120 navi e 12.000 persone, costruirono il loro Hub militare-tecnologico con l’obiettivo di prepararsi a un potenziale attacco nucleare sovietico.

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