La parainfiammazione nel glaucoma: equilibrio, disfunzione e nuove prospettive terapeutiche
Abstract: Negli ultimi anni il glaucoma è stato ridefinito come una malattia infiammatoria cronica che coinvolge l’intero occhio. In particolare, il concetto di parainfiammazione, introdotto per descrivere una risposta adattativa allo stress cellulare e ossidativo, rappresenta oggi una chiave interpretativa centrale nella fisiopatologia glaucomatosa.
Quando la parainfiammazione, inizialmente protettiva, si cronicizza o si amplifica, si trasforma in infiammazione disfunzionale, con perdita dell’omeostasi tissutale e progressiva neurodegenerazione.
Questo articolo analizza il ruolo della parainfiammazione nel glaucoma, dalle sue basi biologiche fino alle implicazioni cliniche e terapeutiche.
Keywords: Parainfiammazione; stress ossidativo; sistema del complemento; superficie oculare; neurodegenerazione; glaucoma.

1. Dalla neurodegenerazione all’infiammazione: un nuovo paradigma
Tradizionalmente, il glaucoma è stato descritto come una neuropatia ottica indotta da stress meccanico e/o vascolare, conseguente all’aumento della pressione intraoculare (IOP).
Tuttavia, l’osservazione di danni progressivi anche in forme a IOP normale (normal tension glaucoma) ha spostato l’attenzione verso meccanismi cellulari e immunitari endogeni.
Baudouin et al. (2021) propongono una visione integrata in cui la parainfiammazione rappresenta l’anello di congiunzione tra stress ossidativo, senescenza cellulare e degenerazione neuronale.
L’occhio glaucomatoso è un modello ideale per studiare questo fenomeno, poiché lo stress cronico colpisce contemporaneamente retina, nervo ottico, trabecolato e superficie oculare.
2. Definizione di parainfiammazione
Il termine “parainfiammazione”, coniato da Medzhitov (2008) e applicato da Xu & Chen (2009) ai tessuti oculari, indica una risposta adattativa di basso grado a stimoli persistenti ma non acuti, come ipossia, stress meccanico o radicali liberi.
È una risposta fisiologica che mira a mantenere l’omeostasi tissutale che si colloca tra la normale attività immunitaria e l’infiammazione patologica propriamente detta.Viene attivata principalmente da cellule gliali residenti (microglia, astrociti e cellule di Müller) e dal sistema del complemento.
Nella retina, questa risposta elimina cellule danneggiate e detriti, promuovendo la rigenerazione controllata.
Tuttavia, se lo stimolo nocivo persiste – come accade nell’invecchiamento o nell’ipertensione oculare cronica – la parainfiammazione perde la sua funzione omeostatica, trasformandosi in una infiammazione cronica disfunzionale.
3. Parainfiammazione retinica e neurodegenerazione
La retina dei pazienti affetti da patologia glaucomatosa mostra segni tipici di para infiammazione persistente.
3.1 Attivazione microgliale e astrocitaria
Le cellule della microglia, normalmente “sentinelle” del sistema nervoso, diventano cellule attive di tipo ameboide. Esse rilasciano citochine proinfiammatorie (IL-1β, TNF-α), specie reattive dell’ossigeno (ROS) e ossido nitrico (NO).
Gli astrociti, da elemento strutturale e trofico, si trasformano in cellule “reattive” (fenotipo A1), perdendo capacità neuroprotettive e producendo molecole citotossiche e metalloproteinasi (MMP-2, MMP-9).
Il risultato è la progressiva morte delle cellule ganglionari retiniche (RGC).
3.2 Ruolo delle cellule di Müller
Le cellule di Müller, fondamentali per il metabolismo e la detossificazione del glutammato, sotto stress cronico riducono la loro capacità antiossidante e diventano fonti di citochine infiammatorie.
Si crea così un circolo vizioso in cui glia e neuroni si danneggiano reciprocamente.
3.3 Complemento e sorveglianza immunitaria
L’attivazione incontrollata del sistema del complemento (C1q, C3, C4) contribuisce alla sinaptotossicità precoce, favorendo la rimozione aberrante dei terminali sinaptici da parte della microglia (Stevens et al., 2007).
Questo meccanismo spiega la perdita funzionale che precede la morte neuronale.
