Giancarlo Macinagrossa1, Lucrezia Montrone2, Francesco Montrone3
1 Dirigente Responsabile U.O.S.V.D. di Oculistica - P.I. “M. Sarcone” Terlizzi (Bari)
2 Dirigente Medico U.O.S.V.D. di Oculistica - P.I. “M. Sarcone” Terlizzi (Bari)
3 Libero Professionista

Nuovi approcci terapeutici nel glaucoma secondario da olio di silicone: impianto di PRESERFLO nei settori inferiori

Abstract

Background: Negli ultimi anni, le Micro-Incisional Bleeding Surgeries (MIBS) hanno guadagnato crescente attenzione come approccio innovativo e meno invasivo rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali. Tra questi device, il PRESERFLO Microshunt è stato indicato per il glaucoma primario ad angolo aperto non controllato dalla terapia medica, in pazienti intolleranti ai colliri o con progressione del danno visivo, da solo o in associazione all’intervento di cataratta. Il panorama della chirurgia del glaucoma, tuttavia, si sta modificando per la ricerca di sempre nuovi campi di applicazione per l’impianto di questi device.

Metodo: Alla luce dei vantaggi della tecnica mini-invasiva, presso il nostro Centro abbiamo introdotto per la prima volta in tre pazienti affetti da glaucoma secondario da olio di silicone refrattario alla terapia medica topica e per os massimale l’impianto del PRESERFLO Microshunt nei settori inferiori.

Risultato: Nel nostro follow-up clinico a 18 mesi, l’impianto del PRESERFLO Microshunt in sede infero-nasale ha dimostrato un’elevata efficacia nel controllo della pressione intraoculare (PIO) nei pazienti affetti da glaucoma secondario da olio di silicone. In tutti i pazienti trattati si è ottenuto un buon controllo pressorio, con valori stabilmente al di sotto della target pressure, e non si sono verificate complicanze intra- o post-operatorie significative, né casi di infezione. In un solo caso, è stato necessario combinare il PRESERFLO con una successiva trabeculectomia, al fine di raggiungere la pressione target.

Conclusioni: L’impianto del PRESERFLO Microshunt nei settori inferiori si è dimostrato, nella nostra esperienza, una soluzione chirurgica strategica per il trattamento del glaucoma secondario refrattario, in particolare nei pazienti con endotamponamento da olio di silicone. La sede inferiore di impianto non rappresenta solo una variante tecnica, ma una risorsa chirurgica mirata e personalizzabile, particolarmente utile nei casi ad alto rischio di fallimento, con un profilo di sicurezza favorevole e una buona tollerabilità nel medio termine.

Keywords: Glaucoma secondario da olio di silicone; Micro-Incisional Bleeding Surgeries (MIBS); Preserflo Microshunt inferiore.

Introduzione

Il glaucoma rappresenta una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo, caratterizzato da un progressivo danno al nervo ottico spesso associato a un aumento della pressione intraoculare (IOP). La gestione efficace del glaucoma si concentra principalmente sul controllo della pressione intraoculare per prevenire la perdita visiva.
Negli ultimi anni, le Micro-Incisional Bleeding Surgeries (MIBS) hanno guadagnato crescente attenzione come approccio innovativo e meno invasivo rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali.
Queste procedure mirano a migliorare il deflusso dell’umore acqueo attraverso incisioni microchirurgiche di ridotte dimensioni, riducendo così il rischio di complicanze e tempi di recupero post-operatori.

Le MIBS si caratterizzano per:

• Minore invasività: poiché utilizzano incisioni molto piccole, riducendo il trauma ai tessuti oculari rispetto alle chirurgie tradizionali. Questo si traduce in un minor rischio di complicanze intra- e post-operatorie.

• Recupero più rapido: grazie alla ridotta invasività, i pazienti tendono a recuperare più velocemente la funzionalità visiva e migliorando la qualità di vita in tempi più brevi.

• Riduzione del rischio di infezioni e infiammazioni: le incisioni microchirurgiche limitano l’esposizione dei tessuti interni, diminuendo il rischio di infezioni e di reazioni infiammatorie post-operatorie, garantendo un profilo di sicurezza più elevato.

• Mantenimento dell’integrità anatomica: le MIBS preservano molte delle strutture oculari naturali, consentendo potenzialmente ulteriori interventi chirurgici in futuro se necessari.

• Riduzione dell’uso di farmaci: migliorando il deflusso dell’umore acqueo, le MIBS possono contribuire a una riduzione della pressione intraoculare, permettendo una diminuzione o sospensione della terapia farmacologica ipotensiva.

• Adatte certamente per stadi precoci e moderati, ma da considerare anche negli stadi tardivi: queste tecniche sono particolarmente indicate per pazienti con glaucoma in fase iniziale o moderata, offrendo un’opzione meno aggressiva rispetto alla trabeculectomia o agli impianti tradizionali. Tuttavia, il loro utilizzo è sempre più proposto anche negli stadi avanzati quando pur non raggiungendo una efficacia ipotensiva paragonabile a tecniche tradizionali, consentono di preservare la funzione visiva.

Tra i device proposti, il PRESERFLO™ Microshunt ha guadagnato crescente attenzione perché può essere impiantato per via sottotenoniana con una chirurgia standardizzata con curva di apprendimento relativamente breve.
Il device è costituito da un microtubo in SIBS (polystyrene- block-isobutylene-block-styrene), lungo 8,5 mm e con un diametro di 350 micron, che crea una via di drenaggio permanente dell’umore acqueo dalla camera anteriore allo spazio sottocongiuntivale. La sua resistenza intrinseca consente un deflusso controllato, riducendo la PIO con un basso rischio di ipotonia.
Il PRESERFLO è stato inizialmente indicato per il glaucoma primario ad angolo aperto non controllato dalla terapia medica, in pazienti intolleranti ai colliri o con progressione del danno visivo. Può essere impiantato da solo o in combinazione con la chirurgia della cataratta, e si è dimostrato utile anche in pazienti con congiuntiva sottile o già maneggiata per precedente chirurgia, grazie alla sua minore invasività.
L’esperienza chirurgica da noi maturata con l’utilizzo di tale device ci ha portato alla ricerca di nuovi campi di applicazione, come il glaucoma secondario da olio di silicone. In tali pazienti, la chirurgia tradizionalmente utilizzata è rappresentata dagli impianti valvolari (come Baerveldt e Molteno) come da linee guida e in casi selezionati dalla trabeculectomia. Tuttavia, questi approcci mostrano un alto tasso di fallimento.

Le cause principali di tale insuccesso includono:
• infiammazione cronica indotta dall’olio di silicone, che stimola la fibrosi subcongiuntivale;
• migrazione dell’olio in camera anteriore, che può ostruire il trabecolato e interferire con il funzionamento dei dispositivi drenanti;
• emulsione dell’olio, che può infiltrare il tubo drenante e causarne l’occlusione;
• alterazioni anatomiche post-vitrectomia, che ostacolano la creazione di uno spazio filtrante efficace;
• precedenti interventi oculari, che aumentano la risposta cicatriziale e riducono la pervietà del sito filtrante.

Alla luce dei vantaggi della tecnica mini-invasiva, presso il nostro Centro abbiamo introdotto per la prima volta in tre pazienti affetti da glaucoma secondario da olio di silicone refrattario alla terapia medica topica e per os massimale l’impianto del PRESERFLO Microshunt nei settori inferiori. Questo nuovo campo di applicazione del device potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento del glaucoma secondario da olio di silicone, migliorando l’efficacia chirurgica e riducendo le complicanze.

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