Cosa troverete in questo numero

di A. Rapisarda

Non senza un filo d’emozione scrivo questo editoriale d’apertura del nuovo numero della nostra Rivista, che il caro compianto Costantino riteneva il miglior viatico per una buona ed efficace lettura dei lavori proposti. Il contenuto della prima edizione 2019 di Oftalmologia Domani è ricco di molti spunti di riflessione.

Apre il numero, l’intervista di Teresio Avitabile, che ci porta per mano nel percorso di una carriera più che brillante.

Con eloquio diretto e sempre forbito Teresio traccia, per sommi capi, la sua vita professionale, rispondendo alle articolate domande dell’intervistatore, con accenti e note di una storia personale umanamente toccante.
L’intento di offrire uno spaccato di vita professionale e insieme personale dell’intervistato, che Amedeo si era prefissato, è stato a mio parere ampiamente raggiunto. La lettura sarà sicuramente foriera di riflessioni per chi è avanti negli anni, di monito e sprone per i più giovani nel far bene e meglio. Grazie Teresio, la tua disponibilità è stata da tutta la Redazione molto apprezzata.

Il Case Report di Antonio Laborante e collaboratori affronta, dopo un’ampia disamina sulla cheratopatia neurotrofica, un caso di una paziente giovane con dolore trigeminale. La descrizione ci introduce nel mare magno del dolore oculare, tanto spesso riferito, e altrettanto spesso sottovalutato, specialmente nelle sue iniziali manifestazioni. La gestione della cheratite neurotrofica rappresenta un vero dilemma e l’articolo del dottor Laborante apre tutti gli scenari delle possibilità terapeutiche, efficaci per tale temibile alterazione corneale.
Il rhNGF (Cenegermin) sicuramente ha dato una svolta decisiva nel trattamento di molte patologie corneali complesse.
La lettura di quest’articolo, ben documentato, ci offrirà il punto su questa nuova possibilità terapeutica, ancora non pienamente conosciuta.
Un grazie di grande affetto Antonio; aspettiamo altri importanti contributi come questo.

Amedeo ci introduce nel mondo della luce e degli effetti dannosi sulla retina. Come al solito il suo articolo è un testo di studio, e va letto con l’attenzione che merita.
E’ un lavoro di ricerca della letteratura più significativa sull’argomento, scritto in modo da offrire sempre una lettura agevole, anche su argomenti un po’ ostici, come sono i rapporti tra fisica e Oftalmologia.
Dopo una disamina delle radiazioni elettromagnetiche, Amedeo ci inoltra nelle alterazioni biochimiche e strutturali che le varie lunghezze d’onda possono causare sulle cellule retiniche, non senza accennare ai rapporti tra luce, AMD e le nuove fonti, LED e OLED. Il testo, corroborato da continui riferimenti bibliografici, testimonia il lavoro e la passione che Amedeo mette nei suoi articoli, sempre molto apprezzati.

I Case Report sono a torto ritenuti di secondo piano nella letteratura scientifica.
Certamente non fanno scienza, ma sono spesso molto efficaci nell’indirizzare la nostra pratica clinica verso percorsi d’efficacia, dileguando tanti dubbi e incertezze.
E’ cosi per la cheratopatia a bandelletta descritta da Daniela Lombardo e collaboratori.
Il caso, pur se non raro, diventa via via, nella disamina di Daniela, più interessante, anche per le sfortunate coincidenze cliniche subite dalla paziente, oggetto della trattazione.
La descrizione ci conduce per mano verso i possibili scenari clinici e terapeutici di questa complicanza corneale, senza farci mai smarrire in percorsi meramente intellettuali o falsamente forbiti. Anche da Daniela ci aspettiamo altre collaborazioni a favore della nostra Rivista.

Il giovane chirurgo retinologo Enrico Peiretti, già testato nel campo dell’Oftalmologia Sarda e con apprezzamenti sulla terraferma, ci offre una rapida ma completa disamina delle complicanze della miopia patologica. La lettura dell’articolo ci porterà per strade spesso conosciute, illuminate però da una luce nuova, dai riflettori degli strumenti Hi-tech.
La coorte dei pazienti nello studio è di tutto rispetto, la metodologia seguita di grande rigore scientifico, i risultati finali sempre confortati da indagini adeguate sempre mirate.
La lettura renderà noi tutti un po’ più attenti verso questi pazienti, spesso ritenuti “non trattabili”. Un grazie e auguri di maggiori successi al caro Enrico.

La seconda parte sulla neuroprotezione nel glaucoma che il mio aiuto Spinello porta all’attenzione, pone l’accento sull’etiologia multifattoriale del glaucoma, e s’inoltra sulla terapia non solo antiipertensiva di questa patologia. Si passano in rassegna gli antagonisti del glutammato, i calcio antagonisti, i fattori neurotrofici, gli antiossidanti, gli immuno-modulatori, le cellule staminali e la terapia genica, in una rapida e accattivante carrellata.
Il glaucoma, alfa e omega dell’attenzione scientifica di molti oftalmologi, resta nel cuore e nei pensieri degli “amici del glaucoma”, con cui condivido esperienze e continui scambi culturali.
Trovare nuove strade farmacologiche e chirurgiche per ridurre gli effetti negativi di quest’affezione, sempre temibili, resta un obiettivo condiviso, un auspicio largamente sentito.
Gli sforzi in tal senso non saranno mai troppi e, personalmente, ne condivido il peso e le ansie.

Buona lettura…

Antonio Rapisarda

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